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giovedì 26 aprile 2007

L'insostenibile stronzaggine dell'essere


Il concetto di serata che viene venduto al pubblico in questi lidi e' di una adorabile e asettica pulizia.
I ragazzi, semplicemente, bevono.

Senza sosta e senza senso. Non si stronzeggia, e' un bere *per bere*, a ogni livello.

Nonostante tutti affrontino questo lato della questione con serieta' ed energia, pero', il beneficio sociale che se ne determina e' tutto sommato marginale. Il bere, infatti, non sviluppa necessariamente quelle situazioni che ci si aspettano come normale risposta.

L'azione di ingurgitare senza sosta bicchierini da 0,2 litri per ore ed ore consecutive di serata non apre le porte dell'inferno, quindi, ma si limita a mantenere l'azione di gioco in un contesto pulito, aperto e cordiale, nonche' adorabilmente corretto. Migliore rispetto alla timida riservatezza pomeridiana, ma comunque chiaramente improntato al valore unico nazionale di farsi i cazzi propri.

Lo stile di calcio italiano tende a stonare, in campi del genere, dove l'erba rasa a prato inglese mal si presta alla ruvidezza e alla generosita' che ci contraddistingue come popolo. E cosi' la comunita' che sarebbe potenzialmente piu' valida per creare le condizioni dello spettacolo e una certa tipologia di gioco si ritrova in una posizione di svantaggio, a lottare contro un vento ostile.

Spalle leggermente piegate, come a sopportare un peso e una fatica fino eccessivi, per un ambiente tanto amabile, i veterani di questi lidi non si scompongono di fronte a quella che e' la loro quotidianita'. Birra dopo birra perdono di vista l'insieme del gioco, ma continuano orgogliosi a dimostrare ai cazzetti locali che, comunque sia, anche a buttarla sul bere finiscono ammazzati.

Verso le cinque del mattino un anima buona ne spazza i resti in strada. Non e' olandese, ma vive qui da 30 anni. E l'unico posto che tiene aperto fino a quell'ora e' il suo.

(In foto, il giovane con i suoi tipici e adorabili clienti)

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