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giovedì 28 giugno 2007

Ironie della vita

































Veltroni, politico, futuro capo del partito piu' grande d'italia: 100 minuti, a tratti apprezzabili, per carita', di rotture di coglioni e fuffa, interrotti da qualche tiepido applauso.

Beppe Grillo, comico, futuro organizzatore della prima manifestazione alla quale aderiro' dai tempi dell'autogestione a scuola: 4 minuti, tre cazzate tre, risate e standing ovation finale.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/06_Giugno/28/grillo_show_europarlamento.shtml

Stima.

NON FA MALE


Chiaro che no, come potrebbe essere altrimenti?

Fra l'altro mi affascina questo mito collettivo in base al quale si esalta il rialzarsi, che incidentalmente dimentica di menzionare il pestaggio che giusto prima ti abbatte. :D

E quindi?
E' tutto qui il meglio che hai da offrire, merdaiolo?

giovedì 21 giugno 2007

Noblesse Oblige




lunedì 18 giugno 2007

"Alzati e cammina"


http://www.trancersguide.com/sales_point_jicomm_freemag.html

Se non puoi combattere nel piccolo, globalizza la lotta. Conquisterai il mondo.

venerdì 15 giugno 2007

Una lacrima sul viso


Per la prima volta dai tempi degli scioperi a scuola (ai quali intervenivo giusto per amore di decenza) ho la VAGA tentazione di partecipare a un evento di tipo manifestativo.

http://www.beppegrillo.it/2007/06/vaffanculoday.html

Non apprezzo troppo Grillo, ma apprezzo senza alcun dubbio l'espressione feroce e veemente di quanto i coglioni siano pieni. Durante il governo Berlusconi ci si e' fatti forza pensando di affrontare una traversata del deserto. Adesso la traversata e' finita, eppure non si vede una goccia d'acqua all'orizzonte.

In questi giorni ho fatto alcuni vaghi tentativi di sondare la fattibilita' di *qualunque cosa* permetta di lottare in maniera attiva contro lo status quo esistente. I risultati non sono nemmeno stato malvagi, ma non credo che insistero' a lungo per il semplice motivo che non esiste uno straccio di interlocutore credibile. Esiste solo azione dal basso, non c'e' piu' nemmeno l'idea di potersi dedicare come formichina a qualcosa di grande, in ambito politico e sociale, in cui ci si riesca ad identificare.

Ci hanno rubato tutto. TUTTO. Mutande incluse.
Si sono presi qualunque parvenza di sogno, di illusione, di fiducia, oltre che il malloppo.
Non c'e' rimasta nemmeno una briciola.

E non e' una lamentela quanto piuttosto una presa di coscienza che avanza giorno dopo giorno.
Oggi mentre aspettavo che il mio stronzo programmino in matlab facesse le sue statistiche mi sono messo a leggiucchiare l'archivio storico degli articoli di Travaglio.

All'inizio rotflavo abbestia, poi e' subentrata la faccina media, e alla fine ho smesso perche' iniziavano a calare le lacrime. Erano una infinita' di "amarezze", ed erano tutte vere.
Tutte, dalla prima all'ultima riga. Si leggeva percependo a pelle la totale realta'. Fredda. Asciutta. Spietata. Vera.

E mi rendo conto di non riuscire piu' a sopportarla. Diventa un dolore fisico.
Ho sempre pensato che il mio atteggiamento sarcastico e disilluso fosse vincente per affrontare il mare di schifo che sale dalla politica e dalle classi dominanti. E probabilmente lo e', ma nel momento in cui la maschera crolla va tutto a puttane. Perche' alla fine ci soffri, anche se tenti di convincerti che te ne freghi. Che non ti riguarda.

E' il MIO fottuto paese. Non quello di una manica di merde. Mi ha dato di tutto e di piu', lo amo, ne sono orgoglionissimo, ecc. ecc.

Eppure il mio fottuto paese, gentilmente gestito dalla manica di merde, mi vessa, mi emargina e sostanzialmente mi caccia. E ancora una volta non e' da leggersi come lamentela, sti gran cazzi, ho sempre saputo che la ricerca era cosi'. E' una presa d'atto.

La nuova classe dominante saremmo noi, in teoria. Ingegneri, dottori, avvocati, giovani menti brillanti... Per dio siamo meno stronzi di tanti altri, dove starebbe lo strano?
Invece noi siamo una generazione che non esiste piu', da nessuna parte. Che si fa solo i cazzi suoi.

I ragazzi di 20-30 anni che si vedono in tivvu' sono giusto calciatori e fighette. Per il resto vuoto spinto. Due lustri di esseri umani rasi al suolo dalla congiuntura sfigata, vinti dal disgusto, e incapaci di lottare. Che pensano ad altro, dal momento che "Tanto e' cosi'".

Ed e' terribile perche' e' vero: tanto e' cosi'. Nell'analisi dei vari agitatori sociali alla Grillo, o dei lucidi cronisti come Travaglio, la pars destruens ha la veemenza innegabile del giusto. Ma non c'e' nessuna pars costruens, e quello che e' peggio non c'e' speranza alcuna in una pars costruens.
Travaglio sogna un paese in cui la legalita' e il diritto esistano, ma lo sogna come una pura utopia. Grillo parla degli italiani che si devono svegliare, ed e' forse piu' consapevole di tanti altri che l'unico risveglio possibile da un abisso come quello in cui ci siamo calati e' feroce e violento.

Non abbiamo sfogo. Non abbiamo nessuna espressione "ufficiale" per questo malessere.
E allora mi piacerebbe trovare un qualcosa, prima di mandare tutti affanculo come manifestazione vuole.

Qualcosa che esprima i sentimenti delle mie lacrime che colano, molto prima che destra/sinistra, no global/cellini, o grandi questioni su politica e potere. Qualcosa che esprima l'idea che le mie lacrime siano ingiuste, che siano uno spreco, che siano un insulto al buon senso. Qualcosa che si proponga di sbattere davanti agli occhi di tutti il pianto simbolico della mia generazione, e la vergogna che quel pianto denuncia.

Molto spesso penso che il nostro lavoro sia piu' duro e terribile rispetto a tante altre grandi lotte sociali del passato. Perche' noi non lottiamo contro una societa' che ci e' ostile apertamente, e che ci discrimina. Sarebbe piu' semplice.
Al contrario lottiamo contro un movimento di erosione lento e inevitabile, che ci consuma, e lentamente ci priva delle energie e della fiducia che servono per partorire le cose grandi e belle che tutti vorremmo.

Gli eroi del nostro tempo non si possono permettere di essere in prima linea o di immolarsi come martiri. Diventano dei Don Chisciotte, dei lamentoni, dei fatalisti che puntano il dito sui mulini a vento.

Il lavoro vero, oggi, puo' avvenire solo nelle retrovie. Ed e' duro, ingrato e silenzioso.
Pericoloso, nel suo essere cosi' alienante, cosi' umile e cosi' tanto avulso dalla realta' complessiva. Al punto di rendere chiunque remi davvero a favore di un ideale "bene maggiore" un automa cieco e inoffensivo nei confronti di quel sistema globale che invece tira in direzione opposta.

Il mondo non finira', e il bene forse trionfera' comunque. Ma per i singoli che vivono oggi, per le individualita', e' evidente che la situazione non offre grandi sbocchi.

Cercheremo una bandiera che ci dia rappresentanza, oppure ce ne andremo affanculo. Importa solo a noi, del resto. Ma il nostro fallimento, come sempre accade nei grandi movimenti sociali, sara' quello di tutti. E in prospettiva avra' un prezzo salatissimo, di cui oggi forse si rendono conto in pochi, anche fra i sedicenti messia e i cronisti.

Di quelle lacrime che colavano in mezzo al silenzio diventera' testimone la storia. E proprio questa, comunque vada, sara' la terribile rivalsa della nostra generazione mancata.

Il prezzo che ci e' costato vendere il futuro, e che ci costa la nostra sconfitta pigra e indolente di oggi, lo mostreranno in maniera equa gli anni.

mercoledì 13 giugno 2007

Propaganda Politica (2)


Vediamo di farla diventare una abitudine, non sia mai che il nemico pensi che ci stiamo rammollendo. Vivisezione abbestia, altro che.

Il pelo non ci e' congeniale, milioni di donne non possono sbagliarsi.

Controffensiva sulle Ardenne


Il mitico mezzo tecnologico che avevo smarrito in occasione dell'ultima disfatta (simboleggiata su queste pagine con le immagini di Dresda) e' stato rinvenuto da un losco ma onesto figuro. Le speranze di vederlo tornare in mano mia sono elevatissime.

Questo a suo modo dimostra che puoi andare in una protofighetteria, perdere il cell, ed essere al 99% fottuto. Oppure, al contrario, ballare goatrance in mezzo ai rabbosi e agli scoppiati, perdere il cell, e vedertelo restituito qualche giorno dopo.

E a questo punto confermo che io sto con i rabbosi. Cani a parte, via...

Quanto alla guerra, vi spaccheremo il culo o moriremo nel tentativo. L'idea di piegarci era illusione prima, e rimane illusione anche dopo questi pallidi segnali di apertura.

lunedì 11 giugno 2007

Un pensiero affettuoso.


E' tempo che anche la macchina propagandistica si metta in moto, e faccia la sua parte.

Si prosegue.


Non ci illudevamo di evitare le vittime, e incassiamo qualunque colpo, anche il piu' duro, a viso aperto e col sorriso fra le labbra.

Va da se' che di questi continui e criminali sfoggi di violenza, e del disinteresse nei confronti delle piu' elementari norme di guerra, si terra' conto a tempo debito. Risponderete di tutto.

giovedì 7 giugno 2007

Cose che succedono nel mondo reale.

Belgio-Finlandia, qualificazioni agli Europei 2008.

Il volo radente:


E il posizionamento nella dovuta zona di competenza:



Senza parole.

mercoledì 6 giugno 2007

Easy way to go fuck yourself


Sono rimasto positivamente impressionato dall'approccio di questo stronzo:
www.opposingdigits.com/ebooks/Easy.Way.To.Stop.Smoking.pdf

alla problematica del fumo.

Sono certo che siano possibili applicazioni alternative di questo prezioso volume, e le cerchero' nelle prossime settimane. Nell'attesa buona lettura a tutti i fumatori.

martedì 5 giugno 2007

Nail 'em Up.

La caduca idea della pace seduce facilmente gli uomini, abituandoli agli agi e alle mollezze.
Ma e' nel momento di crisi, quando finalmente gli argini sono rotti e la via tracciata senza che sia piu' possibile ipotizzare un ritorno, che emerge il carattere.

E noi ce l'abbiamo questo carattere? Sappiamo ancora cosa e'?
O lo stato di guerra nel quale ci troviamo scivola via, senza che ci sentiamo partecipi?

Perche' e' guerra, quella che stiamo vivendo adesso. Inutile illudersi. Una guerra moderna e fuori dai canoni, certo, ma pur sempre una guerra *contro di noi*, dove con noi si intendono i ggiovani e i meno ggiovani che da anni ormai si prendono nel culo la legge biagi, e sulle spalle il peso di portare avanti la baracca.

La scelta di ignorare tutto questo, di disinteressarsi, di non sentirsi parte in causa e' legittima e rispettabile. Il quieto vivere ha un suo fascino, dopotutto, ed e' pur sempre vero che "non va poi cosi' male". Abbiamo due lire in tasca, la tivvu' accadi', l'aipod, e l'italia campione del mondo.

Ma fare gli struzzi non e' una scelta indispensabile, e soprattutto e' una scelta che va presa nella consapevolezza che senza lottare, e con lottare si intende farlo a tutto campo, in una guerra vera, lo stato vigente delle cose non cambiera' mai di una virgola. Non sta ai regnanti, di ribellarsi, ma al popolo oppresso.

Cio' che vediamo oggi e' semplicemente quello che noi e i nostri padri ci siamo guadagnati e abbiamo creato negli anni. E cosi' viviamo in un'epoca strana, abbandonati da una classe politica che si permette di irriderci (venne M.L.King e disse "I have a dream", quindi perche' i giovani non possono sbattersi?) mentre fa annegare nel grasso e nella vecchiaia il paese e il mondo intero.
Muoia Sansone con tutti i filistei, ci mancherebbe, piuttosto che rinunciare a quel potere che logora chi non ce l'ha.

Viviamo alle porte di un futuro di sfide, eppure le affrontiamo con modelli vecchi di decenni, lasciando il potere decisionale in mano a delle mummie. Relitti di un passato di cui non si puo' nemmeno andare orgogliosi che, oltre a vantare la responsabilita' del drammatico stato di cose attuale, nemmeno si rendono conto di dove stia davvero andando tutta la baracca.

Il mio presidente del consiglio presumibilmente non sa nemmeno usare internet.
Il capo dell'opposizione paga un galoppino per usarla al posto suo.
Il sito web del turismo italiano costa una cifra che da sola potrebbe dare lavoro a mezza lombardia. E fa schifo.
Di Pietro tenta di conquistare il web con la versione virtuale della sua sede di partito su Second Life. Ed e' un miracolo, in effetti, anche se non credo che sia stato in grado di farsi da solo un account.

Se volgo lo sguardo all'estero, e al mondo in senso globale, il panorama e' ancora piu' triste e desolante. Il re del mondo e' uno zimbello che sa a malepena leggere e scrivere, ed e' riuscito nel difficile compito di ereditare una situazione politica ed economica calma, e trasformarla in soli otto anni in un inferno totale. I cinesi, well, nemmeno parlarne. I russi minacciano di ripuntare le armi atomiche contro l'europa (cone se volendo non potessero buttarle senza prima averle puntate, ma vabbe'). Il clima sta impazzendo e gli uragani devastano citta' civilizzate condannandole all'anarchia e al caos. Gli tsunami sommergono la gente a centinaia di migliaia.

Non e' un quadro apocalittico, bensi' la quotidianita' che ci troviamo a dover affrontare oggi, e che peggiorera' sensibilmente nel futuro prossimo. Di fronte a questi drammi e a queste sfide, siamo guidati da imbecilli, pezzenti, e vecchi di merda.

Cinque anni fa se mi avessero proposto di prendere una mazza di legno e spaccarla in testa a qualcuno nel (vano) tentativo di sovvertire l'ordine delle cose mi sarei fatto una risata.
Oggi una delle manifestazioni di civilta' piu' educative che mi vengono in mente e' quella di entrare con la suddetta mazza in Parlamento e iniziare a pestare la gente spiegando loro *per filo e per segno* come e perche' si sia deciso di rompergli le ossa. Quindi uscire, e camminare a piedi fino al vaticano per ripetere lo stesso procedimento.

I tempi sono maturi perche' la gente si incazzi sul serio. Esiste un umore di fondo che anima le masse, e che sta venendo ignorato scientemente da troppo tempo, con effetti catastrofici. Governare vuol dire essere al servizio della gente e lottare per un futuro migliore per tutti.
Invece il futuro, che in teoria saremmo noi, e' diventato il denaro sonante con cui si paga il presente. Ed e' un presente che, proprio come il portale di Rutelli, costa un fottio allucinante e fa pure cagare.

Quanto a lungo credete che sopporteremo tutto questo, tristi Catilina dei poveri, seduti sui vostri comodi scranni, grassi e ricolmi del sangue che ci avete succhiato? Quanto prima che arrivi il conto, da pagare a schiaffi e con gli interessi?

Forse attendiamo solo un segno. Un qualcosa di piccolo e grande insieme, che riesca ad unire il malessere e catalizzarlo in rabbia. A renderlo utile. Di certo io questo qualcosa lo attendo con una certa ansia, ben felice all'idea di poter riversare al suo interno tutta l'incazzatura e le energie.

Non farti troppe illusioni, Romano.
Arrivera' il nostro Martin Luther King, e non parlera' di pace e fratellanza, come forse speri. Urlera' dei calci sui denti che vi meritate, e voglia dio che noi sia abbia forza a sufficienza per muoverci e iniziare a darveli.

Quel giorno, quando i ggiovani verranno a spaccarvi il culo, ricordate bene chi l'ha voluta, la guerra.

domenica 3 giugno 2007

Holland, 3/6/2007


We are today, in fulfilment of our obligations, going to the aid of a few braves, who are resisting a wicked and unprovoked attack on them. We have a clear conscience. We have done all that anybody could do to establish peace. The situation in which no word given can be trusted and no people or country can feel themselves safe in a civil environment has become intolerable.

And now that we have resolved to finish it, I know that everybody will play his part with calmness and courage.

The Government have made plans under which it will be possible to carry on the work of the nation in the days of stress and strain that may be ahead. But these plans need your help.

You may be taking part in the fighting Services or as a volunteer in one of the branches of civil defence. If so you will report for duty in accordance with the instructions you have received.

You may be engaged in work essential to the prosecution of war for the maintenance of the life of the people – in factories, in transport, in public utility concerns or in the supply of other necessaries of life. If so, it is of vital importance that you should carry on with your jobs.

Now may God bless you all. May He defend the right. It is the evil things that we shall be fighting against – brute force, bad faith, injustice, oppression and persecution – and against them I am certain that the right will prevail.

Let Fairness be our shield, and Justice the sword in a world in which these words deserve to get back their rightful meaning.

As for you, unfair and wicked, enemies of peace, we are waiting to meet in the battlefield. Be ready to give us your worst, in words and deeds, as you are for sure going to receive everything you asked for, and more. As it happened in the past, and as it will always happen.

sabato 2 giugno 2007

Un inizio di weekend comodo e confortevole...

Non vorrei sembrare scortese, ma mi sembrava di avere appena protestato... :|