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martedì 31 luglio 2007

Beautiful Trancer


Nessun compromesso.

Questo concetto, prima di qualunque altro, anima il fenomeno delle bestie e della musica a loro relativa.

La comprensione di una idea che e' solo in apparenza elementare costituisce un elemento imprescindibile per sviscerare il significato di un fenomeno ampio e complesso. Quello di un mondo a se' stante che esula dalle categorie e dalle regole "scontate" del nostro vivere civile.

Ed esiste, un senso. Su questo non c'e' dubbio alcuno.
Un significato speciale che si racchiude in una, o due, o cento albe che sorgono mentre la musica ancora pompa senza sosta sangue nelle vene e ossigeno al cervello.

La luce che rischiara l'ambiente illumina un mondo che non ha paura di guardare in faccia se stesso. Che non scende a compromessi, appunto, perche' non provando vergogna, non chiede ne' puo' ottenere comprensione o pieta' dall'esterno.

Negli occhi allucinati che si spalancano, vuoti, sopra mascelle contratte dalle overdose di MDMA la trance si ritrova a suo agio esattamente come di fronte all'esplosione di creativita', colori, energia e vitalita' che sprigiona il suo popolo.

E gli zombie delle 7 del mattino, cosi' come i freak piu' deformi, e quei "caduti" in battaglia la cui espressione distrutta rivela l'abisso di nulla in cui la droga li ha ridotti ne fanno parte in pieno diritto. Cosi' come i giocolieri, le donne piu' belle e affascinanti, o i grandi sacerdoti goani, del resto.

La trance non conosce rifiuto, e forse non conosce nemmeno malizia. Presi come comunita' i trancer sono generosi. Onesti, prima di tutto, ma anche compassionevoli e pronti ad aiutarsi l'un l'altro. Sempre sorridenti, aperti a chiaccherare con il massimo piacere con qualunque sconosciuto. Gentili con chiunque e in qualunque condizione si trovi.

Capaci di lasciare per una notte intera un portafogli abbandonato sopra un tavolino in piena vista, se non addirittura di cercare per ore il legittimo proprietario per renderglielo. O anche di spiegare con pazienza a una serie di facce inebetite come si stia tentando di promuovere natura & pulizia, e per questo un euro venga trattenuto dal conto fino a che non si riporta indietro il bicchiere di plastica del caffe'.

Una comunita' meravigliosa, che vive danzando su un filo labile. La sottile linea rossa che separa i morti dai vivi, gli sconfitti dai vincenti, al di sopra della quale restano in equilibrio solo in pochi.
Pur cosi' aperta e accogliente nella sua anarchia, infatti, la trance diventa elitaria quando si mette in gioco quello che forse e' il valore primo, e cioe' la vita stessa. Perche' solo i piu' forti, i piu' preparati spiritualmente e psicologicamente, e i piu' intelligenti hanno qualche speranza di riuscire a mantenere la loro danza senza che il turbine li distrugga.

Il trancer vive, spesso inconsapevolmente, sull'orlo di un abisso. Circondato da un paese dei balocchi che ricorda molto da vicino quello di Pinocchio, nella sua comunita' qualunque cosa e' facilmente accessibile, e qualunque abuso puo' trasformare metaforicamente in asini.

La droga non puo' essere considerata un male in assoluto. Questa concezione retrograda che anima la societa' occidentale moderna si basa sul rifiuto delle realta' piu' elementari che spingono l'essere umano ad agire. La droga e' un mezzo, ne' piu' ne' meno malvagio di una pistola o di un pezzo di carta. E' un oggetto, prima di qualunque altra cosa, ed e' un oggetto che si presta agli utilizzi piu' disparati. Puo' animare la creativita' e il genio, cosi' come del resto ha gia' fatto nei secoli, allo stesso modo di come puo' uccidere.

Il male non risiede negli oggetti. Si puo' trovare, al contrario, nell'utilizzo che si fa di quegli oggetti. La trance crea un mondo a sua immagine e somiglianza nel quale il giudizio e lo scrupolo morale sono assenti, cosi' come la preoccupazione per le debolezze umane e l'uso tremendamente sbagliato che si puo' fare degli oggetti in questione. In un certo senso non nega a nessuno la possibilita' di uccidersi, ne' giudica o esclude chi lo fa attivamente.

Un esercizio di liberta' totale che ben si accompagna con lo spirito anarchico e naturistico che anima, coerentemente, l'intero fenomeno.

E cosi' si torna a monte, a quel senso che si cercava da principio. Che arriva insieme a quell'"unica" alba, uguale in cento luoghi e in cento feste nel suo racchiudere l'anima stessa dei trancer. Il sole che illumina senza pieta' lo schifo e le umane debolezze non manca di evidenziare anche la bellezza. L'energia. Il coraggio. L'onesta' profonda e il senso di liberazione e di pace che deriva dal ballare "davvero". Dal sentirsi "liberi" dai pregiudizi, dalle preoccupazioni, e da qualunque altra cosa.

Il termine ultimo di un viaggio mistico, rigorosamente allucinogeno, che coinvolge sia l'esterno incantato di un mondo alieno e fuori dai canoni, sia l'interno profondo dell'introspezione e della ricerca dell'equilibrio interiore.

Il sole sorge su un corpo fisicamente esausto che ha esaurito tutte le sue tossine, e illumina una mente ancora sveglia, lontana dallo stress e dalle regole della societa' "civile", e proprio per questo infinitamente piu' aperta e ricettiva. E allora capita, magari sotto una pioggia ghiacciata, di sentire una nota precisa sparata a qualche milione di watt dal muro di casse. E diventa un richiamo fisico al quale rispondere correndo sull'erba e buttando dietro di se' maglioni, magliette e scarpe per ballare nudi. Per ritrovarsi a piedi scalzi nel fango, circondati da quelle stesse facce distrutte e allucinate che erano orrendamente spaventose pochi minuti prima, e scatenarsi ore ed ore.

Sacerdoti sconsacrati di un culto pagano. Figli degli ultimi barlumi del fallimento degli hippy, e primi araldi della sconfitta e della follia di questo mondo impazzito. Circondati non piu' da mostri e freak ma da fratelli, quello che si officia e' in realta' un rito sacro. La messa degli scarti e dei rifiuti, degli incompresi della societa'. Un urlo rabbioso, incoerente, distruttivo e potente cosi' come dopotutto lo sono la vita e la morte. Uno sfoggio di energia in faccia a un mondo nel quale e' fin troppo facile diventare degli zombie senza nessun bisogno di ammazzarsi di MDMA.

E in un mondo del genere la bellezza emanata dalla liberta' e dalla gioia di vivere e' semplicemente struggente. Tanta e tale che meriterebbe, prima di molte altre cose, l'esistenza di una vera luce in fondo al tunnel. Quella che purtroppo manca, come ben aveva capito Hunter tanti anni fa.

Il confronto con se stessi, che passi per le droghe sintetiche, o per una vita spesa nell'ansiosa ricerca del denaro e del potere, e' una marcia oscura e solitaria. Un cammino faticoso poggiato molto piu' spesso sull'illusione, che sulla reale verita'. Una strada lastricata di sbagli, a volte anche clamorosi, e di vittime.

Ma se l'illusione fa parte della vita di ciascuno, e davvero viviamo in un pianeta nel quale il costo umano puo' essere un fattore calcolabile in cifre, stando seduti su una comoda sedia in pelle, allora e' anche vero che giudicare e' impossibile.

E allora ballate, beautiful trancer. Senza vergogna.

E io con voi.


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No compromises.

This concept, a lot before than any other, gives life to the phenomena of the beasts and their music.

The understanding of an idea that is simple only in appearance constitutes the most important element to eviscerate the meaning of a movement that is huge and complex. A different World totally separated from the categories and the rules of our “civil” life.

And a meaning exists, no doubt about that.

A special meaning that is expressed in one, or two, or perhaps one hundred sun risings that arrive while the music is still pumping without pause blood in the veins and oxygen to the brain.

The light slowly illuminates the environment, and shows a world that is not scared of responsibilities or mirrors. That does not accept any compromise, as without feeling any shame it does not request comprehension or human piety from the outside.

In the hallucinated eyes that stay open, blind and empty, above clenched jaws in the grip of MDMA overdoses trance music feels totally at ease. Not any more or less than in front of the colourful explosion of creativity, energy and vitality that originates from its people.

And the zombies of 7 a.m. in the morning, as well as the more deformed freaks, or the “fallen” in battle whose expressions reveal an abyss of drugs and nothing are part of that people by undisputable right. As well as the jugglers, the goan shamans, and the most beautiful women, in the end.

Trance does not know the idea of refusal, and perhaps not even that of malice. Taken as a community trancers are generous and open minded. Honest, before anything, but also compassionate and ready to help each other. They are always smiling, ready to chat with the maximum pleasure with any stranger.
Kind with anybody, whatever are his and their conditions.

Trancers are ready to leave a whole night a wallet alone on a table in plain sight, if not searching for hours the legitimate owner in order to return it. Or to explain with calm and patience, to a series of faces deep down in drugs that do not understand a word, how it is important to save nature and returning the plastic cup of the coffee is worth one euro.

A marvellous community, living in a constant dance over a dangerous rope. The thin red line that separates the dead from the living, the losers from winners, and over which only a few can maintain a real equilibrium.

Even by being so open and inviting in his anarchy, in fact, trance becomes elitist when the first and most important value, life itself, comes into play. Only the strongest, the most prepared from the spiritual and psychological point of view, and the most intelligent can have some hope of keeping the dance without being destroyed by its momentum.

Trancers live, often unconsciously, on the verge of an abyss. Surrounded by a land of toys that remembers very well the one portrayed by Collodi in “Pinocchio”, in their community anything is easily accessible, and any abuse can metaphorically transform in donkeys.
Drugs cannot be considered as an absolute evil. This old conception that animates modern western societies is founded on a blind refusal of the most elementary rules that give to human beings the impulse to act. Drugs are a mean, not more or less evil than a stone, a piece of paper, or even a gun. They are an object, before anything else, and an object that is deputed to a lot of different uses. They can animate creativity and human genius, as they already did during the centuries, and they can kill as well.

Evil is not in the objects. It can be found, contrarily, in the use that is made of those objects. Trance music creates a world to its own image and likeness in which the judgement and the moral scruple are absent, along with any preoccupation about human weaknesses and the horribly wrong use that can be made of some objects. In some ways trance does not negate to anyone the possibility to suicide, and does not judge or exclude who is doing that actively.

An exercise of freedom that is totally coherent with the anarchic and naturistical spirit that animates the whole phenomenon.

So we are at the beginning again, back to that meaning discussed in the initial lines. That arrives in that “unique” sunrise, so identical to another hundred sunrises and another hundred parties in the ability to express completely the real soul of trance music. The sun, that illuminates without any mercy the shit and the human weaknesses, evidences the beautifulness as well.
The energy. The courage. The deep honesty and the sense of liberation and peace that emerges while dancing “for real”. From being “free” from prejudices, preoccupations, and anything else.

The last stop of a mystical trip, rigorously psychedelic, that involves both the exterior, in the form of an enchanted and alien world, and the interior, in the form of deep introspection and research for equilibrium.

The sun rises over a body that is exhausted from the physical point of view, having sweated out all of its toxins, and illuminates a mind still awake and alive, away from the stress and the rules of “civil” society, and exactly for this reason infinitely more open and receptive. And so it can happen, perhaps under a icy rain, to hear a single, perfect note shoot at one billion watts by the wall of speakers. And it becomes like a preternatural calling, to be answered by running on the grass and leaving behind clothes and shoes to finally dance naked. To find ourselves bare footed in the mud, surrounded by the same destroyed and hallucinated faces that were scary only a few minutes before and totally let loose for hours and hours.

Unholy priests of a pagan cult. Sons of the last breaths of the failure of the hippies, first heralds of a crazy and lost world. Surrounded not anymore by freaks and monsters, but by brothers, the thing that we are doing for real is a sacred rite. The mass of the weirdos and the refused, of the abandoned waste of humankind.
A shout powerful, filled with rage, incoherent and destruptive as, in the end, are life and death. A show of energy spitted in the face of a world in which it is too easy to become a zombie, even without any need of going down with MDMA.

In such a world the beautifulness that originates from freedom and joy of life easily takes the heart away. It is such and so huge that it deserves for real the existence of a light at the end of the tunnel. That sadly lacks, as Hunter had understood very well a lot of years ago.

The confrontation with ourselves, passing by synthetic drugs or by a life spent in the anxious search of money and power, is a solitary and obscure march. A tiring and consuming walk that is based more often on illusion than on truth. A road made of mistakes, sometimes even huge ones, and of victims.

But if illusion is a part of our lives, and in our world for real human cost can be a question of numbers and statistics, to be evaluated while sitting on a good leather seat, then it is also true that it is impossible to judge.

So dance, beautiful trancers. Without any shame.

And me along with you.

Per Johan e i ragazzi...


Anche un buco dimenticato da dio nasconde dei tesori.
Grazie. :*

giovedì 26 luglio 2007

Vedo.


Piatto:

1400 km A/R.
giorni 5.
ex base russa abbandonata (ROTFL) sulla highway 61 europea (riROTFL), la metifica autostrada goana (gigaROTFL) che congiunge Amburgo a Berlino.

Lo schifo dello schifo dello schifo delle bestie dello schifo dello schifo dello schifo della musica abbestia in mezzo allo schifo. Che schifo, cazzo. :D

Le bestie con cui compartiro' il viaggio, a margine, mi comunicano che per chi conosce lo schifo tramite i vari nomi che lo stesso assume a seconda del coglione che lo fa pompare dallo smisurato muro di casse: "la line up e' al di la' del fottuto pianeta".

Non che me ne freghi un cazzo, andando io semplicemente a fare schifo, ma fa comunque piacere fare schifo con una certa classe.

Il piu' simpatico dei compagni di viaggio dutch durante la sbronza celebrativa di ieri vaneggiava addirittura di "invidiarmi" perche' vado a farmi il primo festivalone delle bestie a sto fullmoon, evento dimensionalmente smisurato.

Non sono sicuro di avere idea di cosa cazzo intenda di preciso, al di la' delle bestie e dello schifo, ma va da se' che lo scopriro' ben presto, e che comunque non sia una grande preoccupazione. Del resto in cambio dello sfruttamento (tanto per cambiare) della fedelissima sembra che i giovani della primavera olandese metteranno in campo una macchina logistico-organizzativa imponente, nonche' quelle conoscenze adeguate fra il bestiame che dovrebbero consentire di sopravvivere nelle piu' schifose condizioni alla festa.

Giu' quelle carte, vecchio.
Me l'hai chiesta invano per un anno... Che sia finalmente ora di cominciarla, sta prima ripassata di schiaffi?


mercoledì 25 luglio 2007

Il ritorno dei momenti campali


Per giocare, il doppio.

lunedì 23 luglio 2007

Double or Drop?


L'insostenibile tentazione di giocare al rialzo e' troppo dolce anche solo per poter ponderare un rifiuto.

"Un banco de trente-deux millions de francs".
"Banco".

mercoledì 18 luglio 2007

Perfetto


"Un fiore perfetto è una cosa rara, potreste passare la vostra vita anche cercandone uno solo e non sarebbe una vita sprecata"

Quanto dolore.
Quanto sangue, e quanti morti. Quanta sofferenza per arrivare a un singolo istante.
Quanto buio, quanta pioggia, quanto cibo di merda...

E poi, eccolo.
Perfetto.

L'aria e' fresca e frizzante. Le nuvole in cielo sembrano dei batuffoli di candido zucchero filato.
Il sole splende, caldo ed amichevole. Una brezza rivitalizzante mantiene la temperatura piacevole.

E cosi' si esce, con la biciclettina sotto al culo e le paperotte intorno, respirando a pieni polmoni le prime vere boccate di aria olandese.

Sono costate tre mesi abbondanti di vita, infinito dolore, e sacrifici inauditi.
Ma adesso, eccoci qua. In ritardo come da tradizione nordica, ma la primavera sta arrivando. Gli immensi e inamovibili ingranaggi del destino hanno ruotato del loro fottuto mezzo grado mancante, e si sono incastrati nella nuova posizione con un clic che suonava adorabilmente definitivo.

Enjoy.

Vi avevamo avvisato, merdine. Non potevate tenerci la testa nel fango in eterno.
Adesso, *esattamente* come ci avete richiesto a gran voce, ed *esattamente* come vi avevamo promesso in tempi non sospetti, stiamo arrivando a spaccarvi il culo.

Spero ne sia valsa la pena per voi quanto per noi.

And now, the show.

martedì 17 luglio 2007

BENTORNATO! :)

lunedì 9 luglio 2007

ABBESTIA


Punto.

P.S. Dopo due giorni di sole ha appena cominciato a piovere di nuovo. :) E io scappo in Italia, mortacci vostri. :)

sabato 7 luglio 2007

L'alba di un nuovo giorno...


Il sole si leva alto nel cielo.
Dopo 30 giorni, un momento mistico di preghiera e trance goana.

Ci stiamo rialzando. Presto torneranno i tempi del giusto e del bene.

State pronti, uomini di fede. Perchè ci sarà fila, alla cassa.

giovedì 5 luglio 2007

Grandi novita'


Oggi, uscendo, e' stato splendido vedere un bel sole splendere alto in cielo.

"Quasi quasi prendo la bici".

...

"No, va, meglio la macchina".

C'e' da dire che tempo fa adesso? :D
Il principio di apprendimento pavloviano fa il suo porco dovere, almeno questo e' innegabile.

mercoledì 4 luglio 2007

E dopo la pioggia...

...il nubifragio.

Ole'.

Mi ritrovo a riponderare il detto "piove sul bagnato" in una maniera che non avrei mai creduto possibile.

La resistenza umana prosegue.

martedì 3 luglio 2007

Il fondo























Oggi e' cominciata ufficialmente la terza settimana consecutiva di pioggia.

Non credevo fosse possibile vedere piovere in maniera cosi' continuativa, in qualunque parte del mondo. Specie a cavallo di giugno e luglio.

Allo stesso tempo, dopo mesi di sofferenza e di dolore, e' finalmente cambiata la societa' di catering che si occupa della pappa ufficiale da mangiare in universita'.
La societa' opera senza concorrenza, dal momento che nel raggio di 2 km a partire dal centro dell'universita' non c'e' *NESSUN* luogo dove comprare da mangiare, e vengono scacciati anche i paninari che lavorano nei baracchi.

Il bilancio:

L'insalatina di guarnizione alle agghiaccianti fette di pane con l'uovo sopra (piatto tipico) era *marcia*. L'ha presa un mio amico e dopo vari minuti di perplessita' s'e' reso conto di cosa emanasse il fetore nauseabondo che percepiva.

Le zuppette, altro piatto nazionale, sono aumentate di prezzo e non esiste piu' il foglio informativo che dettaglia sul loro immondo contenuto.

I prezzi si sono generalmente rialzati, e soprattutto non sono piu' in chiaro. Mentre i predecessori aggiungevano il prezzo in maniera visibile a *TUTTI* gli articoli, adesso l'informazione e' secretata.

Sono sparite le bocce di olio e aceto dal banco delle insalate, e l'unica maniera di condire e' diventata il "dressing", una salsa agghiacciante contenuta in comoda busta di plastica acquistabile a parte.

E' sparito il "piatto", vale a dire l'unica cosa calda a parte le fritture allo schifo e le polpette con la merdosa salsa di burro di arachidi che venisse proposta in precedenza e offrisse una vaga scimmiottatura del concetto di "varieta'".

Siamo sul fondo.

Ho vissuto la grande avventura olandese con ottimismo ed allegria, e devo dire che per molti versi sono tuttora molto felice di essermi levato dai coglioni. Cio' nonostante a livello logistico e pratico siamo arrivati in fondo al fottuto pozzo, c'e' poco da dire o da fare, in merito.

Questo paese e' una vergogna nei confronti delle nazioni civilizzate.
Questo popolo e' una vergogna nei confronti della grande storia d'Europa, e del carattere e della personalita' che l'ha sempre contraddistinta.

Gli olandesi sono muffosi, amorfi, sgarrupati, e patetici, esattamente come la merda che ingoiano, e i campetti di periferia in terra battuta e sale grosso sui quali, da bravi eretici, si illudono di poter scimmiottare il calcio che conta. Bevendosi due birrette e facendo il verso alle confraternity ammerigane se non (peggio pure) fingendo di ubriacarsi, fare il delirio, e provocare le risse per poi uscire ordinatamente in fila per due quando, ore 04:00, il locale chiude baracca.

Completamente inconsci di quanto sia illogicamente e inutilmente merdoso l'ambiente nel quale sopravvivono, e di quanto sia un insulto alle liberta' che il sistema garantisce la maniera in cui poi sviluppano l'ambiente sociale, gli stronzi ammassati a mucchio hanno ufficialmente rotto il cazzo. Si giocano con gli zingari la palma di peggiori d'Europa, e vincono a mani basse il titolo di peggiori di *tutta l'Europa Occidentale*. Conferisce l'onoreficenza uno che l'Europa del cazzo ha avuto il buon gusto di girarsela in lungo e in largo, e quando dice che della merda puzza lo fa dall'alto di narici abituate agli odori piu' disparati.

Detto questo, il tempo delle buone maniere e' ufficialmente finito.

Il porco, i cazzetti, e l'ambiente esterno forse si illudevano di poter passare ostilita' senza sosta evitando con smargiante brillanza le rappresaglie del caso. Non e' servita una dichiarazione ufficiale di guerra, non e' servita la pazienza, non e' servito a NULLA il continuo tentativo di dialogo.

Prendiamo atto.

E ci prepariamo a rispondere all'ostilita' come merita, a TUTTI I FOTTUTI LIVELLI.
D'ora in poi si usa la testa, signori.