
E' oramai un anno e più che ti guardo.
Prima qualche occhiata sbarazzina, poi qualche occhiata più lunga.
E poi, TWIIIIING, l'attenzione fissa e rapita degli innamorati.
Ho seguito ogni tuo nero passo da quando tutta questa stronzata è
cominciata.
Ho sperato nella tua negritudine, ho creduto nella tua negritudine, e
alla fine sono diventato negro anche io.
Mi porto dietro un solo rimpianto. La tua negra campagna non mi ha
permesso di donare cinque negri dollari alla causa. Li ho potuti
donare a radio paradise, ma non a te.
Sai, a chi non si affascina di politica può sfuggire l'importanza
abnorme del dettaglio, perchè credo che se io avessi potuto donare i
miei cinque negri dollari, tu ti saresti rotolato in talmente tanto
denaro da comprare una statua negra della libertà alta qualche metro
più di quella vera, e metterla a fianco della vecchia.
Così, a sfregio.
Perchè loro sono così. Loro i soldi di merda ce li hanno sempre
buttati in faccia. E adesso è una sensazione meravigliosa vederli
mangiare tonnellate della loro stessa merda.
Credo che si sentano un po' impotenti, mentre tu fai i tuoi 30 negri
minuti su tutte le maggiori televisioni nazionali. In mezzo alle world
series di baseball.
Tutto quel poco che ho imparato in questi mesi mi permette di pensare
che quanto sia stato fatto per la campagna sia per buona parte oltre.
Per qualità, tempismo, visione, quantità.
Per l'opportunismo.
Credo sinceramente che nonostante il brutto momento dopo la scelta
della nazista le cose sarebbero girate comunque così. Ma è
affascinante notare come anche in questo caso sia stata solo la
completa concorrenza di eventi a permettere al disastro di prodursi.
E' sempre una perfetta congiuntura di sinergie a decidere il destino.
A formare la catastrofe perfetta. E anche tu e il tuo adorabile culo
negro, a lunga visionari e manovratori, potreste presto ritrovarvi
miserabili pedine di un disegno più grande.
Ma quel giorno è un altro giorno, e prima di lui altri giorni ci
attendono.
Non sarei uomo se non ammettessi che ho paura. E' umano avere paura,
anche adesso. Soprattutto adesso.
Ma non sarei uomo e negro, come sono, se non dicessi qui ed ora con
abbondante anticipo che c'è una maniera di lavarmi di dosso quel
brutto rimpianto. Non la pelle negra, ma il rimpianto si.
E quella maniera, amico negro, si chiama *landslide*.
A uno dei primissimi sondaggi m'offrivano cinque opzioni chiedendomi
cosa mi aspettassi da questo anno di passione. Republican landslide,
Republican Close, Toss-up election, Negro Close, Negro Landslide.
Ciccai dove dovevo ciccare, perchè già allora intuivo il significato
del negro pallino che compariva quando ciccavi.
Molto tempo dopo aver ciccato, e siamo ad oggi, è meraviglioso sentire
l'odore nell'aria. Perchè l'aria odora di negro, ed è una brezza che
anche Mike troverebbe insolitamente piacevole.
E se dovessi ciccare oggi, per quello che so, per quel poco che
capisco, io ciccherei ancora così. Questo dice l'aria, e questo si
deve onestamente e obiettivamente affermare.
Ha un certo fascino anche pensare alla relatività del tutto. Chissà,
forse a posteriori gli storici diranno che averti è stata la scelta
più negra del storia. O piuttosto no, ma comunque che importanza ha?
Forse arriva un momento, nella vita, nel quale vedi il negro che c'è
dentro di te, ed è proprio dentro a quel lato oscuro che ti ritrovi.
Dentro al tenace attaccarsi alla vita, sopravvivendo alla schiavitù e
alle ingiustizie della storia.
Dentro alla ribellione e al sacrosanto strillo di che pretende
uguaglianza. Dentro l'onore ferito, dentro la debolezza, dentro
all'ingiusto dominio delle fighe crudeli, delle mamme crudeli, dei
bianchi crudeli, o del mondo crudele.
E' dentro l'umiliazione, la caduta, il dolore e il fango che l'uomo
ritrova il vero se stesso. E quando lo ritrova, lo capisce, lo
accetta, e lo trasforma in forza, il suo sguardo si stringe e si fa
d'acciaio. E diventa quello sguardo che rende possibile tutto. Anche
l'illogico. Anche l'impossibile.
Ti guardo con quello sguardo negro, e vedo negro con uno sguardo
negro, amico mio.
Vedo negro, credo negro, e credo negro L-A-N-D-S-L-I-D-E.
Negro iddio (senza offesa alcuna) se non ci credo.
Negro L-A-N-D-S-L-I-D-E.