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giovedì 31 maggio 2007
Parliamone
Pubblicato da
Mauro Buti

Come ben sai non e' mia abitudine affrontare i discorsi con te in maniera tanto diretta.
Cio' nonostante va da se' che io non abbia mancato di percepire una certa ostilita' da parte tua negli ultimi tempi.
Se ben ricordo l'ultimo concordato prevedeva una sostanziale non belligeranza. Mi rendo perfettamente conto di essermi permesso una certa liberta', specie nel mio menzionarti spesso, forse non nei contesti e nei modi piu' appropriati.
Cio' nonostante credevo fosse chiaro che non si faceva sul serio. Il nostro rapporto, dopo l'attesissimo saldo del 2006, era oramai orientato verso una amichevole e rotflosa simpatia, si faceva giusto per scherzare.
Voglio dire non e' che io ti odi.
Anzi, al contrario ti stimo moltissimo.
Cio' nonostante devo doverosamente prendere atto di questo perdurante atteggiamento di ostilita'.
Ho pieno diritto alla mia isola felice, lo sappiamo entrambi. Quindi non riesco a spiegarmi dove vogliamo andare a parare. Che abbiamo da guadagnarci? Davvero rivogliamo la guerra?
Il mio vuole solo essere un invito a riconsiderare l'intera situazione. Un invito che porto in clima di amicizia, consapevole sia dei numerosi punti sui quali hai concesso, sia delle diverse occasioni in cui non sei riuscito ad esimerti dal mostrare la tua natura. Lo capisco che e' nell'ordine delle cose, non te ne faccio una colpa. Ma e' comunque un fatto che il clima attuale non possa perdurare troppo a lungo.
Al che veniamoci incontro, no? Non mi sembra che ne sia mai venuto del male.
Io la buona volonta' ce la sto mettendo, fai uno sforzo pure tu.
Ci si sente.
Speriamo non presto.
mercoledì 30 maggio 2007
Dialoghi civili fra esseri razionali.
Pubblicato da
Mauro Buti

Cammina pure sulle tue adorabili quattro zampette. Tanto ti vedo, ovunque sei e ovunque vai.
Ti sento, mentre uggioli felice e ridi di me.
Ignora pure l'incubo in Olanda, io lo capisco e ti approvo.
Ma il 2006 e i cinesi arriveranno anche per te, non ti illudere. Ingozzati e ingrassa, perche' a fine abbuffata ci sara' il conto.
Io e te, faccia a faccia. Come si conviene fra esseri civili e razionali.
martedì 29 maggio 2007
Il calcio e' questo, il calcio e' cosi'.
Pubblicato da
Mauro Buti

Corri, Pippo.
Corri e ti sia lieve l'erba sotto i piedi.
Due mattoni di roccia ben squadrata che caracollano attraverso il campo ricordando agli spettatori che l'equazione torna.
Davvero il calcio e' questo. Davvero e' cosi'.
Come quel bambino al campetto che giocava sempre davanti, in contropiede. E segnava, segnava, segnava, ma nessuno lo voleva in squadra e tutti lo odiavano perche' "non correva e non rientrava mai".
Corri, Pippo, e tieni quegli occhi ben fissi sul pallone. Non alzarli mai.
Non alzarli per vedere quanto sa essere triste la sfera che rotola raccontando storie. Non alzarli per vedere gli ingrati, i criticoni, i rosicanti e i sofferenti.
Non alzarli. Vedresti il portiere, quel brutto pelato, veloce come un gatto, che ha parato tre rigori in semifinale. Non alzarli perche' non ti serve. Tutto il mondo e' la', in quel pallone d'oro che t'ha appena dato l'altro ragazzino, quello forte e bello a cui tutti vogliono bene. Quello che non conta un cazzo, perche' non sa nemmeno cosa voglia dire davvero, il calcio.
Non alzare gli occhi per guardarlo fare il pirla, con la maglietta bianca in bella vista. Cosi' che il mondo lo sappia che "I belong to Jesus", senza nemmeno il buon gusto di metterci sotto l'immaginetta del grande lebowski.
Non alzare gli occhi, perche' non ti serve vedere. Non serve vedere la folla, i giocatori, il mister o la coppa. Guarda il pallone. Lui, l'unico che t'ha voluto davvero bene. L'unico che ti rispetta per quello che sei. Ne' un rapace, ne' un opportunista, solo un cuore pulsante che batte al ritmo preciso di due parole. Questo. Cosi'.
Non alzare gli occhi perche' se li alzassi non salteresti il portiere. La palla fuggirebbe via, incomprensibile e fredda, come un amante quando ti abbandona.
Il portiere non esiste. La partita non esiste. Nemmeno Pippo esiste piu', e' diventato un deus ex machina, un simbolo complessivo di un qualcosa che il figlio di Gesu' non potra' mai capire. Del dolore e del sentimento di quelli che amano disperatamente il calcio, senza riuscire a farsi amare in risposta.
Pippo e' il cantico dei disgraziati, la preghiera degli scarponi, l'ultimo santo dei maratoneti da campetto. E sono proprio loro, a segnare.
I poveri pezzenti, i derelitti che non hanno mai visto il loro valore riconosciuto, o le proprie qualita' rispettate. Quelli che hanno sempre guardato da comparse "la notte di kaka", "la notte di zidane" o "la notte di Ronaldo".
E mentre la palla rotola in porta, raccontando la sua nuova e bellissima storia, la notte diventa la notte di Pippo. La notte degli eroi non eroi, la notte dei fastidiosi, degli antipatici, dei brutti da guardare. Di quelli che pero', caso strano, sono li'. E non per fortuna, o per scherzo del destino. Proprio perche' anche loro sono il calcio. Il calcio e' anche cosi'.
E allora corri, Pippo. Corri e ti sia lieve l'erba sotto i piedi.
Perche' sono l'erba e il pallone, a renderti omaggio, se non la gente fatua e smemorata, quella stessa che domani ti avra' dimenticato, e che regala il suo cuore solo ai figli prediletti di Dio.
L'erba, il pallone, ed io.
Corri, campione.
Riprendono i lavori
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Mauro Buti
Mi scuso con il mio sparuto pubblico per il periodo non collegato, dovuto a una serie di inconvenienti tecnico-fisici.
Tentero' di riprendere gli aggiornamenti con regolarita', a partire da alcuni colpi fondamentali che ho mancato in questi ultimi giorni.
Tentero' di riprendere gli aggiornamenti con regolarita', a partire da alcuni colpi fondamentali che ho mancato in questi ultimi giorni.
lunedì 14 maggio 2007
sabato 12 maggio 2007
venerdì 11 maggio 2007
Un approccio sereno e composto al weekend di campionato
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Mauro Buti
marbellous five
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Mauro Buti
giovedì 10 maggio 2007
gnignignignigni
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Mauro Buti
Adorabile & Insopportabile
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Mauro Buti

Folate di bora a 200 km/h.
Pioggia torrenziale.
Terza rottura di bici in due settimane.
Ostilita' diffusa da parte delle forze dell'ordine locali.
Nutrimento a base di insalatine e zuppe, uniche cose commestibili in mezzo all'orgia di grassi saturi destinati a sommergerci tutti.
Piacevolissimi barbecue in pomeriggi assolati.
Festoni in mezzo a un delirio di studenti.
L'adorabile frrr frrr delle biciclette che passano.
I paperotti che ti camminano a fianco mentre torni a casa.
La civilta' dei servizi e dei diritti sociali.
Il mio rapporto con yin e yang e' da rivedere. La situazione attuale nella quale non riesco a fare a meno delle cose che poi non sopporto piu' non puo' perdurare a lungo. Non produce la tanto agognata stabilita', e mi impedisce di rispondere adeguatamente alle continue provocazioni dei locali.
Se volete la guerra non c'e' bisogno di nascondersi dietro ai facili sorrisini e alle carezze ipocrite, stronzetti. Non vi conviene. Anche perche' piu fate tardare la rappresaglia, piu' questa diventera' feroce e dolorosissima.
Nessuno vuole davvero che scorra del sangue, basta regolarci un po' tutti.
Possiamo anche essere amici, d'altronde sono venuto in pace e sono in vacanza. Non fatemi girare troppo i coglioni. Dai... :)
venerdì 4 maggio 2007
Amarezza?
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Mauro Buti
Ahhh, amarezza(TM).Compagna agrodolce e romantica, scende come una cappa e ci allontana dalla realta' ostile, per farci rivolgere lo sguardo su noi stessi. Cosi' deboli, cosi' fragili. Cosi' commoventemente eroici, nel nostro lottare, nel nostro esultare, nel nostro soffrire e rimanere delusi.
E restiamo fermi li', con il fischio ancora nelle orecchie. Stanchi. Sfiniti. Lo sguardo basso, il cuore che martella, e dentro al cervello un pensiero fisso. Non e' bastato. Non basta. Non bastera' mai.
Guerrieri fino all'ultimo secondo dell'ultimo minuto.
E poi di nuovo uomini. Caduchi, mortali. Ridotti a sperare in un'altra occasione, perche' quella "Non la si nega a nessuno".
Quasi ridicoli, a guardarci bene.
Eppure...




