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mercoledì 16 luglio 2008

Sciopero.


Andiamo, compagni.

mercoledì 9 luglio 2008

Il segnale, Signori.


Lo abbiamo aspettato a lungo.
Soffrendo, annaspando, sputando. Aggrappandoci ai nervi e all'esperienza quando il fisico oramai non c'era più.

E adesso è lì. Come lo avevamo sognato nei momenti più bui.
Chiaro, limpido, cristallino. E a questo punto sta a noi, non possiamo nasconderci.

Sta alla nostra sensibilità di professionisti e al nostro orgoglio di non lasciare sfumare l'occasione più ghiotta che è capitata sui nostri piedi da più di un anno. Capitalizzare la brezza, trasformarla in tempesta, e volare verso qualcosa di grande e bello.

Per mesi e mesi non abbiamo conosciuto nè pausa nè pietà. Non esiste remore, nel deserto, e il più delle volte non esistono nemmeno parole. Non si dice nulla perchè non c'è nulla da dire, c'è solo da remare lentamente, arcigni, a denti stretti. Per scuotersi dalla molle e umida apatia di una barca in secca, per ricordarsi che anche nei singoli colpi di remo e nella sofferenza c'è spazio per il fascino, per lo spettacolo e per le soddisfazioni.

Di là non hanno mollato un millimetro. Fino ad oggi tutto quello che ci siamo presi è figlio dello sforzo e del guadagno, nulla è caduto dal cielo. E lo sforzo ha prodotto sopravvivenza e non gloria.

Trasformare la sopravvivenza nell'epica delle leggende è tutta questione di sfruttare quei dieci centimetri davanti alla faccia. Quelli che il caso, la provvidenza, o una giustizia più alta ti aprono davanti durante un pigro mercoledì pomeriggio.

Ancora vivi e vegeti, mezzecosce. :)