
Sputa. Perde qualche colpo.
Si indigna. Si entusiasma. Si esalta e si abbatte.
Non sa di preciso dove si trovi, nè dove voglia andare.
Vaga, ora un po' allo sbando, ora diritto come se la meta brillasse di luce propria.
Sanguina. Si rimargina. Sanguina ancora, in un adorabile e insopportabile inno alla forza dell'incoscienza e dell'irresponsabilità.
E batte. Batte fortissimo, inarrestabile.
"Non è peccato essere felici di vederti vivo..."
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