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martedì 5 giugno 2007

Nail 'em Up.

La caduca idea della pace seduce facilmente gli uomini, abituandoli agli agi e alle mollezze.
Ma e' nel momento di crisi, quando finalmente gli argini sono rotti e la via tracciata senza che sia piu' possibile ipotizzare un ritorno, che emerge il carattere.

E noi ce l'abbiamo questo carattere? Sappiamo ancora cosa e'?
O lo stato di guerra nel quale ci troviamo scivola via, senza che ci sentiamo partecipi?

Perche' e' guerra, quella che stiamo vivendo adesso. Inutile illudersi. Una guerra moderna e fuori dai canoni, certo, ma pur sempre una guerra *contro di noi*, dove con noi si intendono i ggiovani e i meno ggiovani che da anni ormai si prendono nel culo la legge biagi, e sulle spalle il peso di portare avanti la baracca.

La scelta di ignorare tutto questo, di disinteressarsi, di non sentirsi parte in causa e' legittima e rispettabile. Il quieto vivere ha un suo fascino, dopotutto, ed e' pur sempre vero che "non va poi cosi' male". Abbiamo due lire in tasca, la tivvu' accadi', l'aipod, e l'italia campione del mondo.

Ma fare gli struzzi non e' una scelta indispensabile, e soprattutto e' una scelta che va presa nella consapevolezza che senza lottare, e con lottare si intende farlo a tutto campo, in una guerra vera, lo stato vigente delle cose non cambiera' mai di una virgola. Non sta ai regnanti, di ribellarsi, ma al popolo oppresso.

Cio' che vediamo oggi e' semplicemente quello che noi e i nostri padri ci siamo guadagnati e abbiamo creato negli anni. E cosi' viviamo in un'epoca strana, abbandonati da una classe politica che si permette di irriderci (venne M.L.King e disse "I have a dream", quindi perche' i giovani non possono sbattersi?) mentre fa annegare nel grasso e nella vecchiaia il paese e il mondo intero.
Muoia Sansone con tutti i filistei, ci mancherebbe, piuttosto che rinunciare a quel potere che logora chi non ce l'ha.

Viviamo alle porte di un futuro di sfide, eppure le affrontiamo con modelli vecchi di decenni, lasciando il potere decisionale in mano a delle mummie. Relitti di un passato di cui non si puo' nemmeno andare orgogliosi che, oltre a vantare la responsabilita' del drammatico stato di cose attuale, nemmeno si rendono conto di dove stia davvero andando tutta la baracca.

Il mio presidente del consiglio presumibilmente non sa nemmeno usare internet.
Il capo dell'opposizione paga un galoppino per usarla al posto suo.
Il sito web del turismo italiano costa una cifra che da sola potrebbe dare lavoro a mezza lombardia. E fa schifo.
Di Pietro tenta di conquistare il web con la versione virtuale della sua sede di partito su Second Life. Ed e' un miracolo, in effetti, anche se non credo che sia stato in grado di farsi da solo un account.

Se volgo lo sguardo all'estero, e al mondo in senso globale, il panorama e' ancora piu' triste e desolante. Il re del mondo e' uno zimbello che sa a malepena leggere e scrivere, ed e' riuscito nel difficile compito di ereditare una situazione politica ed economica calma, e trasformarla in soli otto anni in un inferno totale. I cinesi, well, nemmeno parlarne. I russi minacciano di ripuntare le armi atomiche contro l'europa (cone se volendo non potessero buttarle senza prima averle puntate, ma vabbe'). Il clima sta impazzendo e gli uragani devastano citta' civilizzate condannandole all'anarchia e al caos. Gli tsunami sommergono la gente a centinaia di migliaia.

Non e' un quadro apocalittico, bensi' la quotidianita' che ci troviamo a dover affrontare oggi, e che peggiorera' sensibilmente nel futuro prossimo. Di fronte a questi drammi e a queste sfide, siamo guidati da imbecilli, pezzenti, e vecchi di merda.

Cinque anni fa se mi avessero proposto di prendere una mazza di legno e spaccarla in testa a qualcuno nel (vano) tentativo di sovvertire l'ordine delle cose mi sarei fatto una risata.
Oggi una delle manifestazioni di civilta' piu' educative che mi vengono in mente e' quella di entrare con la suddetta mazza in Parlamento e iniziare a pestare la gente spiegando loro *per filo e per segno* come e perche' si sia deciso di rompergli le ossa. Quindi uscire, e camminare a piedi fino al vaticano per ripetere lo stesso procedimento.

I tempi sono maturi perche' la gente si incazzi sul serio. Esiste un umore di fondo che anima le masse, e che sta venendo ignorato scientemente da troppo tempo, con effetti catastrofici. Governare vuol dire essere al servizio della gente e lottare per un futuro migliore per tutti.
Invece il futuro, che in teoria saremmo noi, e' diventato il denaro sonante con cui si paga il presente. Ed e' un presente che, proprio come il portale di Rutelli, costa un fottio allucinante e fa pure cagare.

Quanto a lungo credete che sopporteremo tutto questo, tristi Catilina dei poveri, seduti sui vostri comodi scranni, grassi e ricolmi del sangue che ci avete succhiato? Quanto prima che arrivi il conto, da pagare a schiaffi e con gli interessi?

Forse attendiamo solo un segno. Un qualcosa di piccolo e grande insieme, che riesca ad unire il malessere e catalizzarlo in rabbia. A renderlo utile. Di certo io questo qualcosa lo attendo con una certa ansia, ben felice all'idea di poter riversare al suo interno tutta l'incazzatura e le energie.

Non farti troppe illusioni, Romano.
Arrivera' il nostro Martin Luther King, e non parlera' di pace e fratellanza, come forse speri. Urlera' dei calci sui denti che vi meritate, e voglia dio che noi sia abbia forza a sufficienza per muoverci e iniziare a darveli.

Quel giorno, quando i ggiovani verranno a spaccarvi il culo, ricordate bene chi l'ha voluta, la guerra.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

io ti voto, dimmi dove devo fare la crocetta!