
Ancora vivi.
Contro tutto, e contro tutti.
Ancora vivi, come sempre, e al di la' dei meriti effettivi, perche' la classe non e' acqua, una rondine non fa primavera, e un appannamento non sancisce una fine. Il cuore pompa senza sosta e si butta per l'ennesima volta oltre l'ostacolo.
E sono 246 centimetri di stacco al di sopra di una testa negra, a ricordare al mondo e a noi stessi che siamo ancora vivi, per dio.
Pesti. Malconci. Forse ridimensionati.
Ma vivi. Anime pulsanti e battenti, ancora pronte a bruciare di passione ed energia.
Siamo sopravvissuti al nostro anno di calvario, merdine. E' ufficiale.
E adesso? Cosa pensate di fare? Cosa pensate succedera', ora? Cosa vi suggeriscono, con un flebile lamento, quei vostri cuoricini marci?
Ci avete umiliato. Ci avete coperti di infamia. Ci avete trasformati in grottesche parodie di noi stessi, esaltando le nostre debolezze e ridicolizzando le nostre convinzioni. Ci avete buttato davanti alla faccia i nostri limiti e la nostra pochezza, massacrandoci senza nessuna pieta'. Ci avete obbligato a crescere, per l'ennesima volta.
Sicuri che ne sia valsa la pena?
Perche' piegati, ma non spezzati, noi siamo rimasti la'.
Giorno dopo giorno, domenica dopo domenica, a mangiare la nostra razione quotidiana di fango e merda. Forti dell'esperienza, dell'inevitabile consapevolezza degli alti e bassi, abbiamo ingoiato il vostro letame e siamo rimasti saldi e incrollabili di fronte alle raffiche.
A posteriori la logica di questo anno post-mondiale appare chiara al di la' di ogni dubbio. Ma le parole non bastano a spiegare la sofferenza, il dolore, la rabbia...
Ci avete tolto tutto. Avete annientato anni di fatiche e di entusiasmo con poche mosse indovinate e qualche sonora batosta. Quasi senza faticare.
Ma sappiate bene, miserabili stronzetti, che vi siete sbagliati per l'ennesima volta. Come le checche francesi non avete ancora imparato quanto sia illusione, quell'idea malsana di potersi fare sempre i propri porci comodi senza mai saldare il conto.
Stiamo arrivando a riprenderci il malloppo, e a riprendercelo con gli interessi. Come l'anno scorso, come quest'anno, come sempre. "Pay the toll", cazzetti. Presto ve lo ricordera' di persona anche il giovane, del resto. Il nostro adorabile vate grasso.
Quindi levatevi dal cazzo e sparite in fretta, perche' "when the going gets weird, the weird gets pro". I segnali sono chiarissimi, ed e' tempo di lasciare campo e spazio alla generosita' dei grandi veterani e al vero professionismo.
Siamo ancora vivi.
E stiamo arrivando a *SPACCARVI IL CULO*.